Codice Etico

Approvato dal Consiglio di Amministrazione del 9 novembre 2015
 


PREMESSA


La Juventus è una società di calcio professionistico, quotata in Borsa, che si è affermata in più di un secolo di storia come una delle squadre più rappresentative a livello nazionale e internazionale.

Il primo fondamentale scopo per la Società è dare ai propri sostenitori le più ampie soddisfazioni sportive. Questa finalità deve essere perseguita promuovendo l’etica sportiva e sapendo conciliare la dimensione professionistica ed economica del calcio con la sua valenza etica e sociale, mantenendo nel tempo uno stile di condotta consono alla propria tradizione nel rispetto, appunto, dei propri sostenitori e, più in generale, di tutti gli sportivi.

La Juventus ha, inoltre, la finalità di creare valore per gli Azionisti attraverso la valorizzazione del proprio brand, il mantenimento di una organizzazione sportiva di livello tecnico eccellente, lo studio e la realizzazione di progetti di diversificazione di attività.

La Juventus aspira, infine, a mantenere e sviluppare un rapporto di fiducia con i suoi stakeholders, cioè con quelle categorie di individui, gruppi o istituzioni il cui apporto è richiesto per realizzare i propri obiettivi sociali. Oltre agli azionisti, sono stakeholders, i collaboratori (intendendosi con tale definizione gli amministratori, i dirigenti ed i dipendenti della Società), i calciatori professionisti e tutti i tesserati, i clienti, i fornitori e i partner d'affari, agenti e mediatori ecc. In senso allargato sono stakeholders tutti quei singoli o gruppi, nonché le organizzazioni e istituzioni che li rappresentano, i cui interessi sono influenzati dagli effetti diretti e indiretti dell'attività della Juventus.
 

 

 


1.  GUIDA ALL’USO DEL CODICE

Destinatari del Codice Etico

1.1 Sono destinatari del Codice Etico, obbligati a osservare i principi in esso contenuti e sottoposti a sanzioni per violazione delle sue disposizioni: gli azionisti, gli Amministratori, i Sindaci, i calciatori professionisti, il personale tecnico tesserato, i dipendenti ed i collaboratori, anche occasionali, di Juventus, mediatori e procuratori inclusi, nonché qualsiasi soggetto eserciti la gestione ed il controllo di Juventus a prescindere dalla qualifica giuridico - formale.

1.2 Sono, altresì, destinatari obbligati del Codice i consulenti, i fornitori, i partner delle iniziative commerciali di Juventus e chiunque svolga attività in nome e per conto di Juventus o sotto il controllo della stessa.

Modalità di consultazione del Codice Etico

1.3 Il Codice sarà consegnato a tutti i soggetti interessati a cura della Funzione Risorse Umane e Organizzazione e sarà disponibile sulla rete Intranet aziendale. Sarà inoltre consultabile sul sito internet della Società: http://www.juventus.com.


2.  PRINCIPI GENERALI

Imparzialità

2.1 Nelle decisioni che influiscono sulle relazioni con i suoi stakeholders la Juventus evita ogni discriminazione in base all'età, al sesso, allo stato di salute, alla razza, alla nazionalità, alle opinioni politiche e alle credenze religiose dei suoi interlocutori.

2.2 La Juventus è contraria ad ogni forma di discriminazione sociale, di razzismo, di xenofobia e di violenza.

Probità

2.3 Nell'ambito della loro attività professionale, i collaboratori della Juventus sono tenuti a rispettare le leggi vigenti, la normativa sportiva applicabile, il Codice Etico e i regolamenti interni. In nessun caso il perseguimento dell'interesse della Juventus può giustificare la loro inosservanza.

Correttezza in caso di potenziali conflitti di interesse

2.4 Nella conduzione di qualsiasi attività, e in particolare nei rapporti con calciatori, tesserati e agenti di calciatori, devono sempre evitarsi situazioni ove i soggetti coinvolti nelle transazioni siano, o possano anche solo apparire, in conflitto di interesse. Con ciò si intende sia il caso in cui un collaboratore, o un soggetto terzo che rappresenti la Società, persegua un interesse diverso dagli obiettivi sociali e dal bilanciamento degli interessi degli stakeholders o si avvantaggi personalmente di opportunità d'affari dell'impresa, sia il caso in cui i rappresentanti dei clienti o dei fornitori, o delle istituzioni pubbliche, agiscano in contrasto con i doveri fiduciari legati alla loro posizione.
 
2.5 La prescrizione di cui al precedente punto 2.4 sarà interpretata e osservata con particolare rigore in caso di operazioni con parti correlate, peraltro oggetto di specifica disciplina contenuta nelle apposite procedure interne della Società.

Trasparenza e completezza dell'informazione

2.6 I collaboratori della Juventus sono tenuti a dare informazioni complete, trasparenti, comprensibili ed accurate, in modo tale che, nell’impostare i rapporti con l’azienda, gli stakeholders siano in grado di prendere decisioni autonome e consapevoli degli interessi coinvolti, delle alternative e delle conseguenze rilevanti. In particolare, nella formulazione di eventuali contratti, la Juventus ha cura di specificare al contraente i comportamenti da tenere in tutte le circostanze previste, in modo chiaro e comprensibile.

Doveri dei collaboratori

2.7 La Juventus si attende dai propri collaboratori, nello svolgimento delle proprie mansioni, comportamenti eticamente ineccepibili, oltre che legalmente e professionalmente corretti, atti a rinsaldare la fiducia reciproca ed a consolidare l’immagine della Società.

2.8 Si richiede, pertanto, ai collaboratori:

- di operare con probità ed integrità nei rapporti intercorrenti fra loro, con la Società, con gli azionisti della stessa, con le società concorrenti, con i clienti e, in genere, con i terzi, siano essi Pubbliche Amministrazioni o soggetti privati;

- di osservare le disposizioni legali proprie di ciascuno degli ordinamenti in cui opera la Società;

- di evitare conflitti di interesse con la Società e, comunque, comportamenti determinanti pubblicità negativa per la stessa.

Impegno sociale

2.9 La Juventus è consapevole dell’importanza sociale dello sport e in particolare del calcio. La Juventus fa propri i valori che l’attività sportiva rappresenta (parità di opportunità, fair play, aggregazione e socializzazione) anche al fine di incoraggiare e promuovere iniziative di solidarietà, formazione e integrazione sociale volte a esaltare la funzione educativa dello sport.

2.10 In considerazione dei predetti valori ed in particolare della funzione di integrazione sociale che l’attività sportiva rappresenta, la Juventus incoraggia e promuove iniziative volte ad avvicinare i giovani e i non più giovani allo spettacolo sportivo con l’obiettivo di coinvolgerli in un momento ludico godibile e spettacolare.


3.  RAPPORTI TRA DIPENDENTI

3.1 I rapporti tra dipendenti della Società devono essere sempre improntati ai principi di una civile convivenza e devono svolgersi nel rispetto, reciproco, dei diritti e della libertà delle persone.


Politica nei confronti del personale

3.2 Juventus si impegna affinché al suo interno si crei un ambiente di lavoro sereno in cui tutti possano lavorare nel rispetto delle leggi, dei principi e dei valori etici condivisi.

3.3 Juventus assicura la riservatezza delle informazioni (anche) nei confronti di dipendenti e di collaboratori.
3.4 Juventus vigila affinché i propri dipendenti e collaboratori si comportino e siano trattati con dignità e rispetto, nel quadro di quanto previsto dalle leggi del nostro ordinamento e delle relative modifiche.
3.5 Juventus non tollera nessuna forma di isolamento, sfruttamento o molestia per qualsiasi causa di discriminazione, per motivi personali o di lavoro, da parte di qualunque dipendente o collaboratore verso un altro dipendente o collaboratore.

3.6 Juventus vieta anche qualsiasi sanzione disciplinare nei confronti dei dipendenti o dei collaboratori che abbiano legittimamente rifiutato una prestazione di lavoro loro richiesta indebitamente da qualsiasi soggetto legato alla Società.

3.7 Saranno punite severamente le molestie sessuali di qualsiasi tipo, anche con la risoluzione del rapporto di lavoro o di collaborazione.

3.8 Juventus è contraria al “lavoro nero”, obbligato, infantile e minorile nonché a qualsiasi altra condotta che integri le fattispecie di illecito contro la personalità individuale. Ogni rapporto di lavoro e di collaborazione viene instaurato con regolare contratto. Tutti i dipendenti e collaboratori vengono correttamente e integralmente informati dei diritti, dei doveri e degli obblighi che scaturiscono dalla stipula del contratto.

3.9 Juventus promuove la cultura anche fra i propri dipendenti e valorizza la loro professionalità, sostenendone la formazione. Juventus mette a disposizione dei dipendenti stessi strumenti formativi, cercando di sviluppare e far crescere le specifiche competenze.

3.10 Le attività di selezione, assunzione e gestione dei percorsi di carriera sono informate a criteri strettamente meritocratici.

Principi specifici applicabili al settore giovanile

3.11 Valore primario per Juventus è la promozione dei valori positivi nello sport giovanile, nella consapevolezza che il buon esempio ai giovani è la più immediata forma di educazione al rispetto reciproco.

3.12 A tal fine, Juventus richiede l’osservanza, da parte di tutti i dipendenti, collaboratori, giocatori e di tutte le persone che lavorano nell’ambito del settore giovanile, dei principi, degli obblighi e dei divieti generali sopra riportati e di quelli specifici qui enunciati.

3.13 Juventus fa obbligo di vigilare costantemente sui minorenni affidati alla Società, evitando che gli stessi restino senza sorveglianza, nei limiti della propria responsabilità.
3.14 Le relazioni con i ragazzi devono svolgersi in modo ineccepibile sotto il profilo della correttezza morale; Juventus non tollera nessuna forma di abuso sui ragazzi, sia esso psicologico o fisico.

3.15 La guida e l’educazione dei giovani devono essere condotte in accordo con modelli che valorizzino i principi etici e umani in generale ed il fair play nello sport in particolare.


3.16 Juventus richiede il massimo impegno per preservare la salute psicologica e fisica dei giovani: a tale fine essa ribadisce il proprio sforzo al fine di scongiurare la pratica del doping e dei comportamenti che possano implicare, anche indirettamente, l’abuso e lo sfruttamento commerciale dei ragazzi.

3.17 Juventus condanna l’utilizzo, anche spontaneo, di sostanze stupefacenti.

3.18 Juventus si adopera a che nell’allenamento e nelle competizioni siano sviluppate le competenze tecniche di tipo motorio, uno stile competitivo sicuro e sano, il positivo concetto di se stessi e buoni rapporti sociali.

4.  RAPPORTI GERARCHICI ALL’INTERNO DELLA SOCIETA'

4.1 I rapporti tra i livelli di responsabilità, connessi alle differenti posizioni gerarchiche esistenti nella Società, devono svolgersi con lealtà e correttezza, nel rispetto del segreto d’ufficio.

4.2 Tutti i responsabili di specifiche attività e delle strutture organizzative devono esercitare i poteri connessi alla delega ricevuta con obiettività e prudente equilibrio, rispettando la dignità della persona dei propri collaboratori dei quali devono curare adeguatamente la crescita professionale. Per quanto concerne le modalità di esercizio dei poteri attribuiti si deve fare espresso riferimento alle previsioni dello statuto e al sistema di deleghe e attribuzioni della Società.

Tutti i componenti delle strutture organizzative o di specifici gruppi di lavoro, a loro volta, devono prestare la massima collaborazione ai responsabili delle une e degli altri, osservando le disposizioni per l’esecuzione e per la disciplina del lavoro impartite da questi ultimi e, in generale, dalla Società.

5.  SALUTE, SICUREZZA SUL LAVORO E AMBIENTE

5.1 Juventus si impegna a diffondere e consolidare una cultura della sicurezza, sviluppando la consapevolezza dei pericoli e relativi rischi, promuovendo comportamenti responsabili da parte di tutti i collaboratori ed operando per preservare, soprattutto con azioni preventive, la salute e la sicurezza del personale.

5.2 Le attività della Società si svolgono nel rispetto della normativa vigente in materia di prevenzione e protezione. In particolare la gestione del "sistema sicurezza" è improntata ai seguenti principi:

- valutare e gestire i rischi, ivi inclusi quelli che non possono essere evitati;

- combattere i rischi alla fonte;

- adeguare il lavoro all'uomo, in particolare per quanto concerne la concezione dei posti di lavoro e la scelta delle attrezzature di lavoro e dei metodi di lavoro;

- tener conto del grado di evoluzione della tecnica;

- sostituire ciò che è pericoloso con ciò che non è pericoloso o che è meno pericoloso;

- programmare la prevenzione, mirando ad un complesso coerente che integri nella medesima la tecnica, l'organizzazione del lavoro, le condizioni di lavoro, le relazioni sociali e l'influenza dei fattori dell'ambiente di lavoro;

- dare la priorità alle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale;


- impartire adeguate istruzioni ai lavoratori.

5.3 Juventus si impegna altresì, nei limiti delle proprie competenze e responsabilità, per la sicurezza di tutti coloro che usufruiscono dei suoi servizi di intrattenimento sportivo.

5.4 Nell’ambito delle proprie attività sociali e dei rapporti con i terzi, Juventus si impegna ad adottare atteggiamenti responsabili di salvaguardia dell’ambiente, agendo nello scrupoloso rispetto delle normative applicabili in materia di tutela ambientale, nonché dei limiti definiti da eventuali autorizzazioni e prescrizioni ricevute dagli Enti competenti.

5.5 Juventus si impegna ad apportare continui miglioramenti per la tutela dell'ambiente, minimizzando l’impatto ambientale derivante dallo svolgimento delle proprie attività sociali e dalla gestione, costruzione e manutenzione dei siti e degli impianti di proprietà.


6.  RAPPORTI CON LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

6.1 Nello svolgimento di trattative e di qualsiasi altra attività nei confronti della Pubblica Amministrazione Juventus si comporta correttamente e con trasparenza.

6.2 I rapporti di Juventus con i pubblici ufficiali (ivi inclusi gli impiegati pubblici - a prescindere se siano incaricati di pubblico servizio o meno - e concessionari di pubblico servizio) si basano sulla trasparenza, sulla lealtà e sulla correttezza: Juventus non intende creare il minimo sospetto di voler influenzare indebitamente tali soggetti per ottenere benefici con mezzi illeciti.

6.3 Juventus condanna, infatti, ogni comportamento che possa costituire atto di corruzione, anche nei confronti di soggetti privati (si veda successivo punto 9.5). Analogamente, i dipendenti e i collaboratori devono segnalare al proprio responsabile qualunque tentativo di estorsione o concussione da parte di un pubblico ufficiale di cui dovessero essere destinatari o a conoscenza.

6.4 I dipendenti ed i rappresentanti di Juventus devono comunicare al proprio responsabile i rapporti di affari o le attività economiche intraprese a titolo personale con pubblici ufficiali.

6.5 Alla luce di quanto sopra, nessun dipendente o collaboratore di Juventus può:

- cercare di influenzare impropriamente le decisioni delle Amministrazioni interessate, in particolare dei funzionari che trattano o decidono per conto delle stesse;

- promettere o concedere denaro, beni in natura, facilitazioni o altre utilità, sotto qualsiasi forma e anche in modo indiretto, a qualunque soggetto (sia esso dirigente, funzionario o dipendente della Pubblica Amministrazione o soggetto privato incaricato di pubblico servizio, o a soggetti loro congiunti, affini, conviventi e soggetti ad essi in qualche modo collegati), in vista del compimento di un atto d’ufficio o per influenzarne illecitamente una decisione che sia volta a promuovere o favorire gli interessi della Società, anche a seguito di illecite pressioni o di sollecitazione da parte del medesimo beneficiario. Sono consentiti omaggi e cortesie di uso commerciale di modesto valore secondo quanto previsto dalla procedura “Omaggi e liberalità”;

- inviare documenti falsi o artatamente formulati, attestare requisiti inesistenti o dare garanzie non rispondenti al vero;

- procurare indebitamente qualsiasi altro tipo di profitto (licenze, autorizzazioni, sgravi di oneri anche previdenziali ecc.) con mezzi che costituiscano artifici o raggiri (ad esempio: l’invio di documenti falsi o attestanti cose non vere);
 
- intraprendere attività economiche, conferire incarichi professionali, dare o promettere doni, danaro, o altri vantaggi, a pubblici ufficiali o impiegati pubblici coinvolti in procedimenti amministrativi che possono comportare vantaggi per Juventus;

- alterare in qualsiasi modo il funzionamento di un sistema informatico o telematico della Pubblica Amministrazione o di terzi o intervenire senza diritto con qualsiasi modalità su dati, informazioni o programmi, contenuti in uno dei suddetti sistemi;

- ricevere indebitamente contributi, finanziamenti, mutui agevolati ovvero altre erogazioni dello stesso tipo in qualunque modo denominate, concessi o erogati da parte delle Pubblica Amministrazione, tramite l’utilizzo o la presentazione di documenti falsi o mendaci, o mediante l’omissione di informazioni dovute;

- utilizzare contributi, sovvenzioni o finanziamenti destinati alla realizzazione di opere pubbliche o allo svolgimento di attività di pubblico interesse, per scopi diversi da quelli per cui sono concessi;

- scambiare illegittimamente informazioni sulle offerte con i partecipanti ad eventuali gare o procedure ad evidenza pubblica.

6.6 Costituisce violazione della politica istituzionale di Juventus adottare condotte che configurano il reato di corruzione anche nei Paesi esteri in cui tali condotte non fossero punite o altrimenti vietate.

6.7 In linea generale, i rapporti con la Pubblica Amministrazione devono essere gestiti da soggetti autorizzati.

6.8 Tutti i dipendenti ed i collaboratori di Juventus devo conoscere e rispettare, ove applicabile, le linee guida emanate dalla Società con riferimento ai rapporti e agli adempimenti con la Pubblica Amministrazione, nonché le linee guida in materia di omaggi e liberalità. Tali linee guida devono essere applicate in tutti gli ambiti di attività di Juventus ove ci si relazioni con Pubbliche Amministrazioni e loro rappresentanti. In particolare:

- nelle richieste indirizzate ad una Pubblica Amministrazione per l’ottenimento di provvedimenti relativi alle attività svolte dalle Società;

- in tutte le occasioni di contatto con Enti / incaricati di effettuare verifiche ispettive e sopralluoghi presso le sedi Juventus, finalizzate alla verifica del rispetto di prescrizioni e/o di adempimenti di legge;

- in tutte le occasioni di contatto con Pubbliche Amministrazioni per ragioni istituzionali, commerciali o di fornitura;

- nell’adempiere ad obblighi verso la Pubblica Amministrazione.

 

7. AUTORITÀ GIUDIZIARIE E AUTORITA’ DI VIGILANZA

7.1 Juventus agisce nel rispetto della legge e favorisce, nei limiti delle proprie competenze, la corretta amministrazione della giustizia.

7.2 Nello svolgimento della propria attività Juventus opera in modo lecito e corretto collaborando con l’autorità giudiziaria, le forze dell’ordine e qualunque pubblico ufficiale che abbia poteri ispettivi e svolga indagini nei suoi confronti.

7.3 Juventus ribadisce, infatti, che condanna ogni comportamento che possa costituire atto di corruzione. I dipendenti e i collaboratori devono segnalare al proprio responsabile qualunque tentativo di estorsione o concussione da parte di un pubblico ufficiale o di un incaricato di pubblico servizio di cui dovessero essere destinatari o a conoscenza.

7.4 Juventus esige che tutti i dipendenti e collaboratori prestino la massima disponibilità e collaborazione nei confronti di chiunque - pubblico ufficiale o Autorità di Vigilanza - venga a svolgere ispezioni e controlli sull’operato della Società.

7.5 In previsione di un procedimento giudiziario, di un’indagine o di un’ispezione da parte della Pubblica Amministrazione o delle Autorità di Vigilanza, nessuno deve distruggere o alterare registrazioni, verbali, scritture contabili e qualsiasi tipo di documento, mentire o fare dichiarazioni false alle autorità competenti.

7.6 Nessuno deve tentare di persuadere altri a fornire informazioni false o ingannevoli alle autorità competenti.

7.7 Nessuno può intraprendere attività economiche, conferire incarichi professionali, dare o promettere doni, danaro, o altri vantaggi a chi effettua gli accertamenti e le ispezioni, ovvero alle autorità competenti.


8.  CONTRIBUTI A FINI POLITICI

8.1 Tali contributi richiedono la preventiva approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione della Società e devono restare nei limiti permessi dalle relative disposizioni legali. Inoltre, tali contributi devono essere comunicati alle autorità pubbliche preposte al controllo.


9. RAPPORTI CON CLIENTI, FORNITORI, COLLABORATORI (CONSULENTI, AGENTI,

PROCURATORI, PARTNER COMMERCIALI ECC.) E CON SOGGETTI APPARTENENTI

AD ALTRE SOCIETA’

9.1 Juventus imposta i rapporti con clienti, fornitori e collaboratori esclusivamente sulla base di criteri di fiducia, qualità, competitività, professionalità e rispetto delle regole di una leale concorrenza.

9.2 In particolare, Juventus si aspetta che la selezione dei fornitori e dei collaboratori e gli acquisti di beni e servizi debbano avvenire esclusivamente sulla base di parametri obiettivi di etica, qualità, convenienza, prezzo, capacità, efficienza tali da permettere di impostare un rapporto fiduciario con detti soggetti, evitando accordi con fornitori di dubbia reputazione nel campo, ad esempio, del rispetto dell’ambiente, delle condizioni di lavoro e/o dei diritti umani.

9.3 Juventus si aspetta che clienti, fornitori e collaboratori non ricevano alcuna illecita pressione a prestazioni che nei contenuti e/o nei modi non siano previste contrattualmente.

9.4 Infine, Juventus si aspetta anche da clienti, fornitori e collaboratori - debitamente informati da Juventus - comportamenti conformi ai principi contenuti nel presente Codice Etico. Comportamenti diversi possono essere considerati grave inadempimento ai doveri di correttezza e buona fede nell’esecuzione del contratto, motivo di lesione del rapporto fiduciario e giusta causa di risoluzione dei rapporti contrattuali.

9.5 Come già richiamato al precedente punto 6.3, Juventus condanna ogni comportamento che possa costituire atto di corruzione, anche nei confronti di soggetti privati.
 
9.6 Alla luce di quanto sopra, nessun soggetto destinatario del presente Codice Etico può promettere o concedere denaro, beni in natura, facilitazioni o altre utilità, direttamente o indirettamente e sotto qualunque forma, a qualsiasi soggetto (sia esso amministratore, direttore generale, dirigente o dipendente di una società privata, o ancora un sindaco o un liquidatore oppure un soggetto sottoposto alla direzione o vigilanza di questi) allo scopo di orientarne una decisione o di influenzare il compimento di un atto o la conclusione di accordi commerciali o, in generale, per promuovere o favorire illecitamente gli interessi di Juventus oppure per danneggiare scorrettamente un concorrente. Sono consentiti omaggi e cortesie di uso commerciale di modesto valore secondo quanto stabilito dalla procedura “Omaggi e liberalità”.


10. TRASPARENZA DELLA CONTABILITÀ E CONTROLLI INTERNI

Comunicazioni sociali e registrazioni contabili

10.1 La trasparenza contabile si fonda sulla verità, accuratezza e completezza dell’informazione di base per le relative registrazioni contabili. Ciascun collaboratore è tenuto ad attivarsi affinché i fatti di gestione siano rappresentati correttamente e tempestivamente nella contabilità.

10.2 Per ogni operazione è conservata agli atti un’adeguata documentazione di supporto dell’attività svolta, in modo da consentire:

- l’agevole registrazione contabile;

- l’individuazione dei diversi livelli di responsabilità;

- la ricostruzione accurata dell’operazione, anche per ridurre la probabilità di errori interpretativi.

10.3 Ciascuna registrazione deve riflettere esattamente ciò che risulta dalla documentazione di supporto. E’ compito di ogni collaboratore far sì che la documentazione sia facilmente rintracciabile e ordinata secondo criteri logici.

Controlli interni

10.4 E’ politica della Juventus diffondere a tutti i livelli una cultura orientata all'esercizio del controllo, caratterizzata dalla consapevolezza dell’esistenza dei controlli interni e dalla coscienza del contributo positivo che questi danno al miglioramento dell’efficienza.

10.5 Per controlli interni si intendono tutti gli strumenti necessari o utili a indirizzare, gestire e verificare le attività della Società con l’obiettivo di assicurare il rispetto delle leggi e delle procedure aziendali, proteggere i beni aziendali, gestire efficientemente le attività e fornire dati contabili e finanziari accurati e completi.

10.6 La responsabilità di realizzare un sistema di controllo interno efficace è comune a ogni livello della struttura organizzativa; conseguentemente tutti i collaboratori della Juventus, nell’ambito delle funzioni svolte, sono responsabili della definizione e del corretto funzionamento del sistema di controllo.

10.7 Nell’ambito delle loro competenze, i dirigenti sono tenuti a essere partecipi del sistema di controllo aziendale e a farne partecipi i loro collaboratori.
 
10.8 La Società nomina un Responsabile Internal Audit con il compito di verificare che il controllo interno sia sempre adeguato, pienamente operativo e funzionante.
Il Responsabile Internal Audit ha accesso diretto a tutte le informazioni utili per lo svolgimento del proprio incarico e dispone di mezzi adeguati allo svolgimento della funzione assegnata.
Il Responsabile Internal Audit riferisce circa il suo operato agli altri organi di controllo della Società (Comitato Controllo e Rischi, Collegio Sindacale, Organismo di Vigilanza e società di revisione).

10.9 La società di revisione incaricata ha libero accesso ai dati, alla documentazione e alle informazioni utili per lo svolgimento dell’attività di revisione.

Altri obblighi in relazione all’amministrazione

10.10 Il patrimonio sociale di Juventus è gestito in modo corretto ed onesto e, pertanto, tutti i soggetti obbligati al rispetto di questo Codice concorrono a tutelarne l’integrità in modo che si realizzi la massima salvaguardia dello stesso a tutela degli azionisti, dei creditori, degli investitori ecc.

10.11 Gli Amministratori (ovvero chiunque ne svolga le funzioni) non devono impedire od ostacolare in qualunque modo attività di controllo da parte dei sindaci, degli azionisti e della società di revisione.

10.12 Alla luce di quanto sopra:

- il patrimonio sociale, i beni, i crediti e le azioni devono essere valutati correttamente, non attribuendo ad essi valori superiori o inferiori a quelli dovuti;

- non possono essere effettuate operazioni sul capitale sociale, né altro tipo di operazioni, tramite l’impiego di utili non distribuibili o riserve obbligatorie per legge;

- non si può ridurre il capitale sociale, se non in presenza di perdite o svalutazioni;

- gli Amministratori non possono acquistare o sottoscrivere azioni o quote sociali, se non attraverso proprie risorse;

- si devono perseguire gli scopi statutari;

- la gestione del patrimonio sociale deve essere coerente con la realtà organizzativa e di business di Juventus, che opera secondo principi di trasparenza e moralità;

- gli azionisti non possono essere liberati dall’obbligo di eseguire i conferimenti.

10.13 Gli stessi principi devono essere adoperati nelle valutazioni e nelle altre eventuali operazioni straordinarie (fusioni, scissioni ecc.).

10.14 E’ fatto divieto a chiunque di influenzare il regolare svolgimento e le decisioni delle assemblee societarie, traendo in inganno o in errore gli azionisti.


11. LA COMUNICAZIONE AZIENDALE

11.1 La comunicazione, all’interno ed all’esterno della Società, deve essere chiara, precisa e veritiera, onde evitare la diffusione di notizie e informazioni erronee ovvero il determinarsi di situazioni comportanti responsabilità di qualsiasi natura e contenuto per la Società.


11.2 La comunicazione di informazioni al pubblico, in particolare, deve essere gestita dalle strutture organizzative espressamente preposte.


12. USO DI INFORMAZIONI RISERVATE

12.1 Le informazioni ed i documenti riservati, i dati personali dei collaboratori, dei calciatori e degli altri tesserati e dei fornitori, i progetti di lavoro, il know-how vanno custoditi e protetti in maniera adeguata e continua sia rispetto ai terzi che rispetto ai colleghi che agli stessi non sono direttamente interessati. I soggetti che, per ragioni di lavoro, vi hanno accesso devono, comunque, trattarli secondo le istruzioni e le procedure fissate dalla Società.

12.2 Qualora terze persone, deliberatamente o fraudolentemente, cercassero di ottenere informazioni riservate ai collaboratori della Società, questi ultimi devono darne tempestiva comunicazione alla Società, tramite il proprio superiore diretto.
12.3 In particolare, ai collaboratori non espressamente autorizzati, nelle forme e nei termini di cui al D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196 avente ad oggetto la tutela delle persone e dei dati personali, è vietato conoscere, registrare e divulgare i dati personali di altri collaboratori o di terzi.


13. ABUSO DI INFORMAZIONI PRIVILEGIATE – INSIDER TRADING

13.1 Ai collaboratori della Juventus che ne fossero in possesso, è vietato utilizzare o comunicare ad altri, senza giustificato motivo, informazioni privilegiate riguardanti strumenti finanziari, quotati in Italia o all’estero, emessi dalla Società.

13.2 Gli stessi collaboratori della Juventus, se in possesso di informazioni privilegiate, ne devono dare immediato avviso alla Società perché provveda, nei termini e con le modalità indicate dalla legge e secondo la relativa procedura adottata dal Consiglio di Amministrazione, a rendere pubbliche le informazioni quando ciò sia prescritto.

13.3 Per informazioni privilegiate si intendono le informazioni di carattere preciso – ai sensi dell’art. 181 comma 3 D.Lgs. n. 58 del 1998 (TUF) – non pubbliche, concernenti direttamente o indirettamente la Società o uno o più strumenti finanziari emessi dalla Società e che, se rese pubbliche, potrebbero influire in modo sensibile sui prezzi degli strumenti finanziari quotati.

13.4 Per tutto quanto non ricompreso nelle precedenti disposizioni, si rinvia all'apposita procedura aziendale, relativa alla gestione ed al trattamento delle informazioni privilegiate, approvata dal Consiglio di Amministrazione della Società.


14. INCASSI E PAGAMENTI

14.1 Juventus esercita la propria attività nel pieno rispetto delle vigenti normative antiriciclaggio e delle disposizioni emanate dalle competenti Autorità.

14.2 A tal fine i dipendenti ed i collaboratori devono operare nel rispetto delle procedure e dei protocolli aziendali, ed evitare di porre in essere operazioni sospette sotto il profilo della correttezza e della trasparenza. In particolare, i dipendenti ed i collaboratori si impegnano a verificare in via preventiva le informazioni disponibili relative alle controparti commerciali, ai fornitori, ai consulenti, collaboratori, mediatori, agenti, ecc. al fine di verificare la loro rispettabilità e la legittimità della loro attività; gli stessi si impegnano altresì ad operare in maniera tale da evitare implicazioni in operazioni anche potenzialmente idonee a favorire il riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite o criminali, agendo nel pieno rispetto della normativa antiriciclaggio.

14.3 Con particolare riguardo alla tracciabilità ed alla conservazione delle registrazioni, i destinatari devono osservare le seguenti prescrizioni:

- tutti i pagamenti e gli altri trasferimenti di denaro fatti da o a favore della Società non possono essere effettuati in denaro contante né possono essere utilizzati libretti al portatore ed altri mezzi assimilabili al contante; fatta eccezione per l’attività di vendita di biglietti per eventi di intrattenimento sportivo, per l’accesso al Museo e Stadium Tour e per l’acquisto del materiale disponibile presso gli store ufficiali della Società;

- tutti i pagamenti e gli altri trasferimenti fatti da o a favore della Società devono essere accuratamente ed integralmente registrati nei libri contabili e nelle scritture obbligatorie;

- tutti i pagamenti devono essere effettuati solo ai destinatari e per le attività contrattualmente formalizzate e/o deliberate dai Soggetti delegati;

- non devono essere create registrazioni false, incomplete o ingannevoli e non devono essere istituiti fondi occulti o non registrati e, neppure, possono essere depositati fondi in conti personali o non appartenenti alla Società né fatto alcun uso non autorizzato dei fondi o delle risorse della Società.


15. PROTEZIONE DEL PATRIMONIO DELLA SOCIETÀ

15.1 Ogni collaboratore ha la responsabilità della conservazione e della protezione dei beni e degli strumenti che gli sono personalmente affidati per il lavoro e deve contribuire a garantire la salvaguardia dell’intero patrimonio aziendale. A tal fine egli deve prestare il massimo rispetto alle procedure operative e di sicurezza stabilite dalla Società.

15.2 In ogni caso, i documenti afferenti l’attività della Società, gli strumenti di lavoro ed ogni altro bene, materiale o immateriale, di proprietà della stessa devono essere utilizzati esclusivamente per la realizzazione dei fini istituzionali della Società e con le modalità da essa fissate. Non possono essere usati dal collaboratore per scopi personali né essere da lui trasferiti o messi a disposizione, anche temporanea, di terzi.


16. PREVENZIONE DEI REATI E MODELLO ORGANIZZATIVO INTERNO

16.1 La Juventus si attende che i propri collaboratori, nello svolgimento delle proprie mansioni, non pongano in essere comportamenti illeciti costituenti i reati di cui al D.Lgs. 231/2001.

16.2 La Juventus si è dotata di un Modello Organizzativo Interno ai sensi del D.Lgs. 231/2001 e delle relative procedure interne al fine di limitare in maniera significativa il rischio di commissione dei reati previsti dal D.Lgs. 231/2001 e allo stesso tempo al fine di consentire alla Juventus di beneficiare dell’esimente prevista dalle disposizioni della citata normativa.


17. REGOLE DI CONDOTTA NELLO SVOLGIMENTO DELL’ATTIVITA’ SPORTIVA

17.1 Fermi i principi di comportamento sopra indicati, la Juventus, i suoi dipendenti e collaboratori, i calciatori e gli altri tesserati e i suoi amministratori si attengono, nello svolgimento della specifica attività sportiva alle seguenti ulteriori regole di condotta.

17.2 Ciascuno dei soggetti di cui al precedente punto 17.1 deve comportarsi secondo i principi di lealtà, correttezza e probità in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva. In particolare:

(a) quanto ai rapporti con le Autorità sportive: intrattiene nell’ambito delle proprie mansioni rapporti di leale collaborazione con le Autorità, coopera con esse salvaguardando la loro e la propria autonomia. In particolare, produce e fornisce tutti i documenti richiesti dalle Autorità e dalla CO.VI.SO.C. e fornisce risposte complete, attinenti e esaustive ai quesiti posti dalle medesime Autorità. È comunque vietato dare e/o richiedere a terzi notizie o informazioni che riguardano fatti oggetto di procedimenti disciplinari in corso;

(b) quanto ai rapporti con calciatori, tesserati e agenti di calciatori: si astiene dallo svolgere ogni attività comunque inerente al tesseramento, al trasferimento o alla cessione delle prestazioni sportive di calciatori e tecnici se non nell’esclusivo interesse della Società e nel pieno rispetto delle norme sportive applicabili. In ogni caso, non si avvale di mediatori, agenti di calciatori o comunque di tesserati che non agiscano nell’esclusivo interesse della Società e/o al fine di stipulare contratti non consentiti dalle norme sportive vigenti e/o che siano inibiti o squalificati. È fatto divieto di pattuire o comunque corrispondere a mediatori, agenti di calciatori o comunque a tesserati, compensi, premi o indennità non giustificati e/o in violazione delle disposizioni sportive vigenti;

(c) quanto ai rapporti con la tifoseria: promuove un tifo leale e responsabile. Si astiene in ogni caso dal contribuire con interventi finanziari alla costituzione o al mantenimento di gruppi, organizzati e non, di propri tifosi.

17.3 Ciascuno dei soggetti di cui al precedente punto 17.1 si deve astenere dal compiere, con qualsiasi mezzo, atti diretti ad alterare lo svolgimento o il risultato delle competizioni sportive.

17.4 E’ vietata qualsiasi offerta di denaro, altra utilità o vantaggio (sia esso in forma diretta od indiretta) ad amministratori, dirigenti o tesserati di altre società calcistiche, finalizzati ad alterare il risultato delle competizioni sportive o volti a favorire o condizionare la conclusione di accordi di trasferimento di calciatori o di tesseramenti.

17.5 Ciascuno dei soggetti di cui al precedente punto 17.1 si astiene dall’esprimere pubblicamente giudizi o rilievi lesivi della reputazione di altre persone, tesserati e non, di enti e della Società.

17.6 Ciascuno dei soggetti di cui al precedente punto 17.1 si deve astenere dall’effettuare o accettare o dall’agevolare scommesse, direttamente o per interposta persona, sia presso soggetti autorizzati a riceverle, sia non, che abbiano ad oggetto i risultati relativi ad incontri e/o competizioni ufficiali cui la Società partecipa e comunque organizzati nell’ambito della F.I.F.A., della U.E.F.A. e della F.I.G.C..

17.7 Ciascuno dei soggetti di cui al precedente punto 17.1 si deve attenere scrupolosamente alle norme dettate in materia di lotta al doping e per la salvaguardia della salute fisica e mentale dei calciatori nonché della correttezza delle competizioni sportive. Nessuna tolleranza potrà essere consentita in materia di lotta al doping.


17.8 Annualmente la Società predispone e distribuisce agli interessati la documentazione necessaria o utile al rispetto delle prescrizioni di cui ai precedenti punti (ad es., regolamento interno e regolamento antidoping, con i relativi allegati).


18. ATTUAZIONE E GARANZIE

18.1 L’impegno della Società è focalizzato al raggiungimento dei più elevati standard di best practice relativamente alle sue responsabilità di business, etiche e sociali, nei confronti dei suoi azionisti, collaboratori, clienti, fornitori e partner. Il Codice definisce le aspettative della Società nei confronti dei suoi collaboratori e la responsabilità di cui questi devono farsi carico per trasformare tali politiche in realtà.

18.2 Il management della Società responsabilmente cura che queste politiche ed aspettative siano comprese e messe in pratica dai propri collaboratori. Il management è ritenuto responsabile nei confronti degli organi di controllo della Società, e deve infine fornire garanzia che gli impegni espressi nel Codice vengano attuati.

18.3 Eventuali provvedimenti sanzionatori per violazioni al Codice saranno adottati in coerenza con le leggi vigenti ed i relativi contratti di lavoro nazionali, e saranno commisurati alla particolare violazione del Codice.

18.4 I provvedimenti potranno comprendere anche la cessazione del rapporto fiduciario tra la Società ed il collaboratore, con le conseguenze contrattuali e di legge rispetto al rapporto di lavoro previste dalle norme vigenti.

18.5 All’Organismo di Vigilanza, oltre alle proprie competenze, sono assegnati i seguenti compiti per l'attuazione delle disposizioni contenute nel Codice Etico:

- prendere decisioni in materia di violazioni del Codice di significativa rilevanza;

- esprimere pareri vincolanti in merito alla revisione delle più rilevanti politiche e procedure, allo scopo di garantirne la coerenza con il Codice Etico;

- provvedere alla revisione periodica del Codice Etico.


19. SEGNALAZIONI IN CASO DI VIOLAZIONI DELLE DISPOSIZIONI DEL CODICE ETICO

19.1 Per quesiti relativi a specifiche norme o per chiarimenti sul Codice, i collaboratori sono invitati a prendere contatto con la Funzione Risorse Umane e Organizzazione della Società.

19.2 I dipendenti della Società, i collaboratori, i calciatori e gli altri tesserati e gli amministratori hanno l’obbligo di informare senza indugio il proprio superiore ovvero, in caso di impossibilità e/o inopportunità, il Consiglio di Amministrazione, l’Organismo di Vigilanza o il Comitato Controllo e Rischi, di comportamenti che sono stati posti in essere o che stanno per essere posti in essere in violazione delle norme del presente Codice da parte di persone ad esso soggette.